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SICUREZZA INFORMATICA

Malware Android, crescita inarrestabile: ne compare 1 ogni 9 secondi

La sicurezza su dispositivi Android è fuori controllo. Nel solo 2017 sono stati registrati 2.258.387 nuovi ceppi di malware e nel 2018 la situazione peggiorerà

29 Novembre 2017 - La sicurezza informatica su Android sta letteralmente sfuggendo al controllo. Gli hacker negli ultimi tempi hanno seriamente preso d’assalto i device del robottino, tanto che secondo la società per soluzioni di cybersecurity G-Data al momento ci sono circa 2.258.387 nuovi ceppi di malware per Android.

In pratica ogni giorno vengono sviluppati quasi 9mila nuovi virus pensati per smartphone con sistema operativo Google. Un cyber criminale cerca di attaccare un utente Android con un nuovo malware ogni nove secondi. Numeri allarmanti e che non lasciano ben sperare per il futuro. Anche perché stando allo studio G-Data sulla sicurezza dei device mobile la maggior parte dei nuovi malware per smartphone è stata sviluppata nell’estate del 2017. Questo lascia presagire che nel 2018 i telefoni Android verranno presi ancora più di mira. Si tratta di una situazione che dovrà far riflettere sia Google, considerando che le falle interne al Play Store sono tra le cause principali delle infezioni, sia i produttori Android.

Perché Android è preso di mira

La domanda è: come mai i cyber criminali prendono più di mira Android rispetto agli iPhone? Semplice, il mondo dei device con sistema operativo Google è variegato e presenta maggiori opportunità, leggasi maggiori vulnerabilità, per un hacker. Non va poi dimenticato che Android in tutto il mondo è il sistema operativo mobile più utilizzato e quindi rappresenta un enorme mercato di riferimento per i malintenzionati. Le vulnerabilità principali presenti su Android sono dovute alla moltitudine di smartphone non aggiornati. La colpa è un po’ degli utenti, che per pigrizia non eseguono un aggiornamento, e un po’ dei produttori che rallentano il rilascio delle nuove versioni per poterle personalizzare a dovere. Si spera che con il Project Treble Google riesca a porre rimedio a questo problema.

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